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Un Pò di storia...

...per saperne qualcosa in più..

 
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Se è già difficile risalire alle origini dell'uomo tanto più lo è per quelle del cane con le sue numerosissime razze che vanno dal grande San Bernardo al piccolo Chihuahua.

A parte le razze più recenti e costruite dall'uomo, sopratutto in quest'ultimo secolo, le razze antiche erano già le più diverse, i molossi, i bracchi, i levrieri, i lupoidi più o meno pelosi e così via, tanto che sembra impossibile che una sola specie selvaggia abbia dato origine ad una specie così polimorfa.

Forse nelle diverse parti del globo, America, Africa del nord, Tibet ed ovunque vivessero uomini è avvenuto contemporaneamente l'addomesticamento di diversi canidi selvatici. Poi questi cani domestici incrociandosi tra loro o con altre specie selvatiche hanno creato le prime razze canine.

Comunque sia il nostro piccolo Pastore è una razza antichissima che da secoli vive e lavora nelle diverse vallate del versante francese dei Pirenei tanto da far pensare che fosse una razza autoctona e che discendesse direttamente da un tipo di cane selvatico addomesticato. Oltre a questa tante sono le ipotesi fatte sulla sua origine. Finora la più diffusa era quella che provenisse, assieme a tante altre razze da pastore, dal terrier del Tibet, ma Coly giustamente fa notare che troppe sono le differenze morfologiche tra le due razze e che il Terrier del Tibet è un braccoide mentre il Pastore dei Pirenei è un lupoide enunciando quindi una nuova ipotesi, che a me sembra la più accettabile.

Tutti i cani a pelo lungo e lanoso, la maggioranza cioè dei conduttori dei greggi (Catalano, Bergamasco, Pulì, Pastore dei Pirenei, ecc.) possono solo avere un ascendente in comune, il quale secondo Coly, potrebbe essere il Pastore Russo od Ovacharka, che non ha niente a vedere con l'attuale Pastore Russo che si trova in esposizione.

Questa razza antica, che si estende dal Tibet fino al Caucaso, era un cane più piccolo con un mantello molto simile a quello del bergamasco e, taglia a parte, del nostro pastore.

Nel VI Sec. a.C. i popoli originari dal sud del Caucaso, gli Iberi, spinti verso l'ovest dalle popolazioni indo-europee, attraverso la Colchide e bordeggiando il Mar Nero arrivano nell'Africa del Nord e dopo aver attraverso lo stretto di Gibilterra penetrarono in Spagna invadendo quasi tutta la penisola che prese il loro nome, giunsero poi nel sud dei Pirenei che finirono con l'occupare e quindi arrivati lungo i bordi del Mediterraneo si sarebbero divisi in due gruppi: l'uno avrebbe proseguito verso l'Italia e l'altro si sarebbe rifugiato nelle vallate meno accessibili del versante francese dei Pirenei.

Questo popolo assieme ai suoi greggi, alle sue capre ed ai suoi cavalli avrebbe portato con sé il proprio cane da pastore, che, a secondo delle località, sarebbe evoluto in razze similari, ma diverse per il gioco dell'evoluzione naturale e per le influenze del clima e dell'ambiente.

Questa teoria, che siano passati per l'Africa del Nord, è suffragata dal fatto che in Egitto esisteva il cane da pastore a pelo lungo chiamato "Cane d'Armant" con una taglia di circa 55 cm. ed un peso di 24 kg. e che cani da pastore a pelo lungo si trovano anche sulle montagne dell'Atlas. Tutte le razze da pastore, discendenti dall'Ovacharka sono caratterizzate da un mantello con pelo molto lungo spesso frammisto a lana, specie sulla parte posteriore del corpo, un mantello quindi valido a proteggere non solo dal freddo, ma anche dal caldo e dai raggi solari.
Sempre secondo Coly le razze più rappresentative e più simili all'originale pastore Russo sarebbero il Pastore dei Pirenei ed il Pastore Bergamasco che possono essere considerate le varietà morfologiche regionali d'uno stesso tipo di cane antico.

Comunque sia l'origine del nostro Pastore è di certo preistorica ed esso esiste nei Pirenei da quando l'uomo vi alleva le pecore.
Essendo le vallate dei Pirenei poco comunicanti tra loro si è differenziato con la consanguineità in diversi tipi o meglio famiglie così da creare i tipi di Arbazie, Azun, Bagnère, Cauterets e così via. Poi questi cani di tipo leggermente diverso, incrociandosi tra loro hanno formato le nostre attuali varietà e tipi: il tipo una volta chiamato "a muso normale" (ora "a pelo lungo") che comprende i peli lunghi e semilunghi e l'altro detto "a faccia rasa" che può avere il pelo semilungo o semicorto.

lo però chiamerei la nostra razza semplicemente "I Pastori dei Pirenei" con tre varietà, perché è una razza eterogenea e nella stessa cucciolata si possono avere cuccioli diversi non solo per varietà, ma anche per tipo.
Diversi nel mantello sia per colore che per lunghezza del pelo (un po' più corti nel corpo ed un po' alti sulle gambe i faccia rasa) sono sempre lo stesso cane con la stessa espressione, la stessa andatura e lo stesso carattere.

La loro eterogeneità è una caratteristica che va conservata, perché, come dice Mansencal, il Pastore dei Pirenei è un prodotto della natura e non può essere assimilato alle altre razze più o meno programmate dall'uomo e bisogna quindi accettare il suo dismorfismo.

Etta Candiani



Le date storiche

1893 Pierre Mégnin segnala per la prima volta l'esistenza del pastore dei pirenei in un testo che elenca i cani da pastore francesi

1897 Il conte Henri de Bylandt stende una prima versione dello standard

1916 Il pastore dei pirenei viene requisito dall'esercito francese quale cane sanitario, di sentinella e di contatto

1921 Viene creato il primo club di amatori della razza e il primo standard dettagliato

1923 Viene definito lo standard della razza e fondata la RACP

1925 Il club francese della razza dei pastori lo riconosce ufficialmente